Una società civile si misura dalla capacità della gente di
 osservare le regole e di rispettare gli altri. 
 Una società civile si misura dalla capacità dello Stato
 di rendere quelle regole INSUPERABILI!

Barbara Benedettelli

P1100857Sono una persona convinta che ognuno, con le proprie azioni, agisca nella Storia di tutti, e che un pensiero nato dal cuore e macinato nel cervello tramite la ragione, possa circolare tra la gente, colpirla nell’animo e modificare la realtà.

Si, sono consapevole che il mondo e’ troppo grande per me, o che io, se preferite, sono troppo piccola per poterlo “aggiustare”. Ma sono anche sicura che, come la goccia buca la pietra, ogni singolo essere umano che persiste nell’idea concreta di modificare una società che non ne rispetta il valore, può fare la differenza. Da anni ormai dò voce e difendo i Diritti Civili e Umani dei familiari di chi è stato ucciso. E la memoria e la dignità di quelle che erano vite, esseri che pulsavano ed esistevano come mondi nel Mondo, e che devono continuare a dare al Mondo attraverso chi hanno lasciato.

Un impegno che ho argomentato nel libro Vittime per Sempre con passione civile, rigore e quel senso innato di solidarietà e giustizia che fa di ognuno di noi un essere umano. Un testo che vorrei tutti potessero leggere per fare, del messaggio che porta, il proprio messaggio. La propria causa. E’ della vita che si parla, se pur attraverso la peggiore delle morti. E’ una giustizia giusta che si cerca, sapendo che si trova nella via di mezzo, quella così difficile da trovare.

Le testimonianze riportate nel libro sono integrali. Sono simbolo, emblema, di ciò che molti di noi, troppi di noi, sono stati costretti a dover sopportare. Che ognuno di noi, se non v’è la certezza della giustizia, se non v’è la certezza della legge dunque del Diritto ma anche del Dovere di rispettarlo e di farlo rispettare, potrebbe dover affrontare.

E’ una giustizia equilibrata che cerco, capace di mettere al primo livello del suo agire la vita, la salute e la loro integrità. Una giustizia capace di essere per davvero garanzia di libertà. Quella di vivere prima di tutte le altre. E’ il primato della vita che deve governare in un Paese civile e della grandezza immensa del singolo nel quale ognuno può riconoscere se stesso. Da qui il nuovo libro, L’amore ci salva.  Ne sono certa e lo dimostro attraverso le testimonianze di chi è riuscito a superare qualsiasi ostacolo grazie a questa potenza immensa che è l’amore per la vita.

Sono convinta del potere delle parole, della loro possibilità di entrare nell’anima del Mondo per cambiarlo. Della loro capacità di modificare il comune sentire. Io, da parte mia, combatto con gli strumenti che ho e vado a cercare quelli che mi mancano per poter mettere in pratica istanze comuni. E scrivo. Scrivo libri, e testi che pubblico sul web perché siano letti. Perché possano dare lo spunto per aprirsi a nuove vie. Scrivo come se scattassi fotografie viaggiando, fotografie capaci di cogliere istantanee di vita. Poi analizzano ciò che quegli scatti hanno immortalato con rigore, ma attraverso punti di vista inediti. E lo faccio per entrare nel pensiero del lettore e risvegliare le sua coscienza. Per indurlo a comprendere con la propria ragione la realtà che qui è mostrata nella sua crudezza, nel suo orrore, ma anche nella sua bellezza. Nella sua verità – che non comprende mai un lato soltanto. Solo così, credo, è possibile  trovare la spinta, la motivazione e il modo di cambiarla la realtà.

Denuncio. Per troppo tempo le Vittime della cattiveria e dell’irresponsabilità umana sono state messe in disparte. Per troppo tempo sono state, sono ancora e ogni volta dopo la prima volta, Vittime. Persone, come me, come ognuno, che solo un attimo prima stavano semplicemente esistendo. Quel male non può e non deve essere il loro male ma il Nostro. Quella ingiustizia non può essere solo la loro condanna, ma anche la Nostra. Il loro grido non può essere inascoltato, deve essere il Nostro grido. Non hanno scelto di diventare Vittime, lo sono a causa della scelta di qualcun altro. Allora il Noi deve tornare a essere il moto di un cammino comune. Perché loro, le Vittime per Sempre, non siano anche Sempre Vittime. E perché di Vittime non ce ne siano mai più!

La vita è un bene di tutti, anzi, “IL” bene di tutti. Va tutelata prima che sia stracciata dall’irresponsabilità altrui, dalla cattiveria altrui, dalla follia altrui. Dall’incapacità altrui di sentire l’altro come noi stessi. Di esistere libero in un luogo che ha margini necessari alla sopravvivenza di ciascuno. Va tutelata la vita, anche da un sistema legislativo e giudiziario nato per rafforzare i diritti umani, ma incapace di fare accettare i doveri necessari a ognuno di essi. Un sistema cresciuto nell’indifferenza del Diritto alla vita, messo al secondo posto rispetto a quello di una libertà che non vuole confini e che non è più libertà nel momento in cui li supera, ma prevaricazione, abuso, violenza.

Se un ragazzino non può attraversare la strada sulle strisce pedonali e con il semaforo verde senza essere investito; se un bambino non può cenare nella propria casa con la propria famiglia senza essere ucciso perché portato via piange la mancanza dei propri cari; se una donna non può lasciare un uomo che non ama più senza per questo essere ammazzata; se un’altra donna non può più vedere la casa che aveva sognato insieme al suo amore perché un folle vicino la annienta allora nessuno è libero, allora nessuno è innocente. Nessuno è al sicuro e nessuno può permettersi di voltarsi dall’altra parte!

Ecco, questa, in parte, sono io. Una persona che si sente parte di un’intera umanità, in via di estinzione. Perché? Perché viviamo in superficie, non scendiamo mai nell’immensità del creato e di noi stessi. Eppure è in quell’immensità che si nasconde la via per essere felici.

Barbara Benedettelli

TW @bbenedettelli

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