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Daniela Santanchè

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Extra del 4 Dicembre 2009
Daniela Santanchè è una donna controversa. Bellezza sofisticata e carattere combattivo. Una “ragazza”, come lei stessa si definisce in questa intervista, capace di salire sui gradini piu’ alti della politica, di fondare il Movimento per l’Italia, vicino al Pdl, di cui è Segretario nazionale e di costruire, in meno di tre anni, due concessionarie di pubblicità con cui gestisce la raccolta di Libero, Il Giornale, Il Riformista, Dnews e Metro. Per ora.
Un ingresso nel mondo degli affari dovuto, in un certo senso, alla passione innata per il bello? 
Il quotidiano Libero è sempre stato uno dei miei preferiti, lo leggevo tutte le mattine e dentro di me dicevo “ peccato che ci sia una pubblicità cosi’ brutta!”. L’editore Paolo Angelucci è mio amico, gli ho fatto capire che una pubblicità piu’ bella non è un optional ma una necessità per un giornale di successo. Così nel 2007 è nata, al 50% con gli Angelucci, Visibilia. Oggi c’è anche Visibilia2 della quale ho la maggioranza delle azioni, e pensare che non avevo mai fatto questo lavoro che invece mi piace moltissimo e mi impegna in prima persona. Ho lavorato sodo e sono stata ripagata.
Un coraggio da leonessa! Una dote che ti porti dietro sin da bambina?
Sì. In me c’è molto della bambina che ero, testarda, pestifera, ma anche spontaea, passionale, capace di credere nei sogni. Tutti dovrebbero essere capaci di tenere vivo il bambino che alberga dentro di noi.
Tua madre sostiene che tuo figlio Lorenzo è una peste esattamente come eri tu. É così?
Sì. Mia madre ha ragione. Lorenzo è ribelle e anticonformista, è esattamente come ero io, ma sono felice che sia cosi.
Tra ciò che sei e ciò che appari c’è corrispondenza?
Sono semplicemente una donna che crede in quello che fa, che ha ambizione, che ha passione e che soprattutto ha il grande sogno di poter consegnare un’Italia migliore a suo figlio. Poi anche io, come molte persone, la mattina quando esco di casa metto la maschera e l’elmetto per affrontare la giornata.
Il tuo sogno è anche la tua sfida? 
La mia sfida è fare in modo che i politici abbandonino il politically correct, che non si faccia politica per una poltrona ma per la gente. Sogno che si torni a credere con forza nell’Italia , uniti, invece vedo metamorfosi che non mi piacciono. Ci sono persone che in privato ti dimostrano di pensarla come te su argomenti sensibili, come per esempio l’immigrazione clandestina, poi in pubblico cambiano atteggiamento, ti attaccano e contribuiscono a creare confusione nella gente.
Perchè lo fanno? 
Perché temono di perdere consensi. L’odio esagerato che c’è in questo paese verso il Presidente del Consiglio porta le persone a vedere le cose in modo sbagliato, a non ragionare, ad andare sempre e solo in una direzione . Una grande sconfitta!
Ti ho vista aiutare concretamente le persone colpite dalla violenza altrui. Madri a cui hanno ucciso i figli, donne che sono state violate, italiane e straniere indifferentemente. Da che cosa deriva questa tua voglia tenace di difendere le donne?
Dalla convinzione che la civiltà di un paese si vede dalla dignità che viene data alle donne. Un paese che non ha rispetto per le donne non può crescere, e la vera integrazione razziale passa anche da qui. Non tenerne conto è un grave errore.
Oggi vivi sotto scorta, ci sono uomini che ti seguno ovunque. Non ti viene mai voglia di scappare? 
Si. Assolutamente si. Mi manca un po’ l’aria e credo che i miei connazionali dovrebbero stupirsi che una cittadina italiana sia privata della sua libertà perché vuole rimettere al centro la cultura occidentale.
Politica di ferro, imprenditrice d’oro, mamma preoccupata di un figlio adolescente. Posso dire anche donna innamorata?
No! Anzi, l’unica cosa di cui ho assoluta certezza è che non mi risposerò mai più.
Tacchi a spillo e mondanità, ancora oggi, nonostante tutto quello che hai fatto, c’è chi non si risparmia battute. In realtà per te la mondanità è business, i tacchi a spillo fanno parte della femminilità. Perchè ancora oggi una bella donna intelligente e con gli attributi fa paura? 
Perché il connubio bella e scema è al centro di qualsiasi conversazione, ma ti assicuro che questa è anche una fortuna perchè nella vita essere sottovalutati mette gli altri in una condizione di “riposo” e tu puoi conquistare nuove praterie.
Da ragazzina sognavi di fare il Ministro del Tesoro, nel 2005 ci sei arrivata vicino, sei stata la prima donna relatrice della Legge finanziaria. Oggi sei “ministro” del tesoro che hai costruito nella tua carriera professionale. Se ti trovassi a dover scegliere tra i due “ministeri” quale lasceresti?
Mamma mia! Vorrei tutti e due.
Tu sei stata scelta da Fini per dirigere il movimento femminile di AN, oggi però non vi parlate piu’. Se lo avessi davanti a te in questo momento cosa gli diresti? 
Che ha fatto un grave errore perché doveva capire che era meglio avermi al fianco.
C’è ancora la Daniela di Cuneo? 
La Daniela di Cuneo è sempre qui, poi nela vita si fa altro, ma la ragazza di provincia che mangia pane e salame con il brachetto c’è e oggi come ieri fa le battaglie in cui crede, insieme a chi è nato e cresciuto negli ideali.
Barbara Benedettelli

 

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