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Paolo Bonolis

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Extra del 18-12-2009
Ciao Darwin, Chi ha incastrato Peter Pan, il Senso della vita, “opere” televisive come opere d’arte. Bonolis trasferisce in tv se stesso e la vita come un pittore fa sulla tela. I suoi programmi gli somigliano, in essi mette “pezzi” della sua personalità rendendoli forse proprio per questo fenomeni televisivi importanti. Chi ha incastrato Peter Pan è riuscito a riunire davanti allo schermo diverse generazioni. A casa mia il piccolino di tre anni rimane ipnotizzato, ma anche quello di 15, e non ti dico quello di 50! Qual è la formula magica?

Quando si fa un programma “con” i bambini il rischio è quello di fare un programma “per” bambini. Per ottenere un buon prodotto che soddisfi le esigenze di tutti bisogna trovare la giusta dose da farmacista. L’occhio del bambino diventa l’obiettivo attraverso il quale guardi la realtà di tutti, solo che se la guardi attraverso gli occhi di un fanciullo la vedi più nitida, non deformata.
Tieni vivo il bambino che c’è in te e andrai lontano, tu ci riesci. Ma come si fa? 
Bisogna mettersi a disposizione dello stupore! Crescendo le cose che possono stupire diminuiscono, è ovvio, ma non bisogna smettere di cercarle. Non è difficile se hai un piacere nei confronti della vita, della scoperta di cose nuove. A me piace il mondo, mi piace osservarlo e mi piace osservare tutto ciò che a cinquant’anni ancora riesce a meravigliarmi.
Quale altra caratteristica dei bambini può aiutarci da adulti?
La disobbedienza! Tutti i grandi cambiamenti dell’umanità, tutti i miglioramenti della società derivano proprio da atti di disobbedienza. Se non disobbedisci non puoi avanzare, rimani nel confine che ti è stato designato, quando lo fai l’umanità viene spostata di quel passo che tu riesci a fare con il tuo atto. Oggi il mondo, per quanto bello o brutto possa apparirci, tende a renderci tutti uguali, desiderosi delle stesse cose. Questo avviene sin da quando siamo piccini, ma da piccoli riusciamo a ribellarci perchè siamo guidati dall’istinto, dall’individualismo, dall’assoluta personalità animale. Disobbedire sovverte l’ordine delle cose precostituite e mi piace molto farlo.
A proposito di bambini, quando troveremo chi ha incastrato Peter Pan riusciremo a capire il senso della vita?
È una strada. Secondo me i bambini hanno già depositato il senso della vita e lo hanno depositato perchè appartiene alla loro memoria genetica, non so come sia possibile ma ce l’hanno. Poi tutto quello che accade nella loro esistenza ha l’obiettivo di farglielo dimenticare, rapire il fanciullo che sa, per trasformarlo in un adulto che non sa e che, avendo la memoria di ciò che ha perso, ha paura.
Quindi un adulto che non perde quel bambino fa paura. 
Sì. Una società che ti deve imporre delle regole cretine, che ti deve vendere delle cose inutili, che ti deve dominare come un idiota e che cerca di lobotomizzarci tutti, ha molta paura di un adulto che ha ancora l’istinto e la forza di un bambino.
Una società che spaventa ma che fa anche rabbia, basta aprire il giornale la mattina per vedere quanto male c’è nel mondo. 
Quando apro i giornali mi viene semplicemente la consapevolezza che la mia visione del mondo è reale, siamo molto presuntuosi nei confronti delle nostre capacità. La natura umana è fragile, debole, avida, individualista e con queste carattersitiche non può che produrre quei risultati. Noi tutti siamo molto bravi con i pensieri, con le parole, con le proiezioni, ma poi con i fatti siamo tendenzialmente pigri, egoisti, rapaci e via dicendo.
Prima mi hai parlato di porsi davanti alla vita con stupore, con curiosità, ne hai verso la morte e quello che potrebbe esserci dopo?
Io sono agnostico e non pretendo di sapere, vivo sereno nella consapevolezza che l’arroganza dell’umanità non puo’ conoscere tutto e forse è anche giusto che sia così. Però sono incuriosito dall’idea che da qualche parte un giorno forse qualcosa o qualcuno mi possa dare un raggio di luce. Per ora siamo seduti su un grande punto interrogativo, anche se c’è chi afferma presunte verità spacciandole pericolosamente per assolute.
Non pretendi di sapere e quindi chiudi le porte al mistero? 
No. Io credo in alcune cose perché le ho vissute. Credo che ci sia un’energia che rimane anche dopo la morte, un’energia che si trasferisce altrove o si trasforma in qualcos’altro. Ma da qui a immaginare una trascendenza organizzata e che detta delle leggi comportamentali, e che c’è qualcuno in grado di ascoltarla e di trascriverla e di trasferirla, è un passo molto più lungo rispetto alla percezione di una dimensione diversa dalla nostra.
Una dimensione che a te e a tua moglie Sonia in qualche modo si è rivelata, giusto?
Sì, quando è morto mio padre. Quando ha saputo che Sonia aspettava un bambino mi disse “ mi raccomando Paolo, ricordati di regalare a tua moglie un mazzo di rose bianche”. Poi è entrato in coma e non si è più risvegliato. Era un regalo che lui faceva sempre con molto piacere anche a mia mamma. Io di questa cosa mi dimenticai perchè la morte di mio padre occupò tutti i miei pensieri. Poi è accaduto qualcosa che mi ha molto colpito. Nel nostro terrazzo abbiamo un roseto che fino ad allora aveva sempre dato rose rosse, a maggio di quell’anno le nuove rose avevano un altro colore: erano diventate bianche.
E’ stato tuo padre?
Non lo so. Io non lo so se è una cosa che biologicamente è possibile o se ci sono trasferimenti di energie, ma tanto non mi è dato modo di saperlo. L’unica certezza è che quanto è accaduto mi ha dato e mi dà ancora una grande emozione, una sensazione di serenità, se lo riferisco a tutto questo allora quello che è accaduto è una cosa bella. Poi magari è qualcos’altro. Ma chi se ne frega!
Tra poco cominciano le festività natalizie, ti sei mai vestito da Babbo Natale per i tuoi figli?
No, in compenso però ho mia madre che senza bisogno di trucco per il sei gennaio è perfetta!
Barbara Benedettelli

 

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